La prima mostra ornitologica di MODENA 
 
 
                           questo documento e' stato pubblicato dalla societa' SOR di REGGIO EMILIA in onore  
                         della storia dell'ornitologia e di Modena , un documento davvero toccante che ci fa' riflettere 
                         sul nostro passato e sul nostro futuro. Un sentito ringraziamento alla societa' S.O.R. 
                          
 
 
                                                                    LA MOSTRA DEL CANARINO A MODENA    (29-31 gennaio 1939) 
 
Stiamo parlando di quasi 70 anni fa! Era la sesta mostra de “Il canarino”, dunque la prima si tenne nel 1934: qualcuno ha notizia certa di mostre più antiche?700 soggetti sono una cifra interessante anche  oggi per una Mostra a premi FOI: va riconosciuta agli allevatori di allora una gran passione e voglia di confrontarsi ed alla società modenese una notevole capacità di mobilitazione ed attrazione degli  allevatori, veramente più impediti d’oggi nei viaggi. 
 “Allora” le mostre, anche quelle grosse, duravano solo 2 giorni, di cui 1 necessario per il giudizio            (3 giudici hanno giudicato 700 soggetti in 1 giorno) ed uno per la “festa pubblica”. Certo, non c’erano ancora le scale punti, come vedremo. I giudici erano allevatori come gli altri ed                                       esponevano nella stessa mostra in cui giudicavano, con inevitabili strascichi polemici…Anche allora gli  scopi erano almeno tre: realizzare l’obiettivo sportivo (indicare il più bravo fra gli allevatori) e tecnico  (gli standard, le nuove razze/varietà…), promuovere l’ornitologia, attraverso manifestazioni aperte al  pubblico e gradevoli anche dal punto di vista scenografico,favorire lo scambio dei soggetti, alcuni dei  quali, sottolineano le cronache,spuntavano cifre da capogiro.E vengono segnalate brave allevatrici, sia  a Modena che a Milano… 
In merito alla popolarità di queste manifestazioni, con rilievo nazionale vista la mobilitazione di EIAR  (la radio odierna) e dell’Istituto Luce (la televisione odierna), possiamo costatare e proporci una  riflessione quanto siano diverse le condizioni 70 anni dopo. 
                          Peccato. 
 
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Come è stato annunciato precedentemente ha avuto luogo nei giorni 29-30-31 del mese di gennaio  1939, la sesta mostra di canarini organizzata ed allestita nelle capacissime sale dell’Albergo S.Marco in Modena, dalla Società Emiliana “Il Canarino “ di Modena. 
 Oltre 700 soggetti provenienti dai migliori allevamenti italiani sono stati presentati in apposite gabbie  disposte in duplice fila e lungo le pareti di due grandi sale. Ordine ed eleganza si univano alla bellezza del  colore, della forma, e del canto, caratteristiche queste che hanno spiccato, dando agli allevatori intervenuti  una rinnovata giustificazione della loro radicata passione. Anche il visitatore, che mai si era occupato di  questo genere di allevamento, si è interessato vivamente riconoscendo pienamente le ragioni di una così  originale mostra. 
Sin dal sabato mattina 28 hanno avuto inizio gli arrivi dei soggetti, la cui provenienza si riferiva alle volte  a distanze di alcune centinaia di chilometri. Così dicasi degli allevatori e degli amatori delle più lontane città;Roma,Napoli,Milano,Torino,Parma,Padova,Mestre, Genova, Venezia,Bologna,Bergamo,Ferrara Reggio Ecc accorsi per esporre e gareggiare, oltre che per vendere e acquistare. La Commissione composta dai sigg Astori di Milano, Marchiori di Padova e Sempio di Torino, dopo lungo e accurato esame dei soggetti, ha reso noto al mattino della Domenica 29 il risultato, cosicché alle ore 10 è iniziata la visita  delle Autorità e del pubblico. Questo, numerosissimo,ha sempre manifestato un interesse particolare che per molti, è stato vivo interesse di apprendere. 
Il programma è stato svolto in pieno e il duplice scopo di intensificare l’attività fra gli allevatori e di fare  conoscere il valore della canaricoltura, mai è stato sì pienamente raggiunto. Il risultato è stato ottimo  sotto tutti i rapporti. Non sono mancati i migliori rappresentanti delle più svariate razze e così gli stessi  allevatori che di persona hanno voluto presentare i loro soggetti, molto spesso unici in Italia.E’ stato un  incontro ed un confronto soprattutto delle possibilità di ciascuno, cosicché si è potuto discernere quali  sono i valori della canaricoltura italiana, dei suoi canarini non solo, ma in special modo dei suoi allevatori Tutte le 11 razze presenti erano ben rappresentate come qualità e come numero, ad eccezione dello Scott Fancy esposto soltanto dalla sig.ra Dialti di Ferrara, e del Parigino, pel quale, pur essendovi soggetti perfetti, mancava l’eletta schiera dei campioni del ben noto allevamento del sig. Vaccari Giuseppe, che per ragioni di eccessiva distanza dopo un suo recente trasferimento, ha dovuto partecipare solo come visitatore. Ne sono stati però degni rappresentanti il sig. Basini Giovanni di Piacenza ed il sig. Barbieri di Modena. Di tutte le altre razze vi erano numerosi ed ottimi elementi. L’Olandese del Nord ha convinto sempre più che tende a diminuire, specie per alcune province già all’avanguardia dell’arricciato,dove ci si è diretti verso la selezione dell’Olandese del Sud e del Bossù, razze di non facile allevamento al pari di altre, se ci si vuole attenere strettamente ai modelli. I sigg. Giamminola Maria di Como, Pezzuoli e Ferrari di Modena, Panighi e Vacchetti di Bologna, Marchesi e Fasson di Este sono stati i migliori espositore dell’Olandese del Nord, che già conoscevamo perfetto e robusto e che tale abbiamo riveduto quale esempio e prototipo delle razze arricciate. Guardando poi ai suoi diretti discendenti, l’Olandese del Sud abbiamo riportato conferma delle difficoltà che maggiormente incontrano gli allevatori nel perfezionare  sempre più questo animale, ormai ridotto ai minimi termini di complessione scheletrica, che più l’allontanano da quelle caratteristiche di robustezza fisica, prolificità e resistenza alle malattie.  Lode quindi ai tenaci ed esperti forgiatori di questo grazioso canarino e a questo fine citiamo il sig. Tirelli Guido di Modena per i suoi perfetti soggetti presentati che hanno gareggiato con altri bellissimi campioni allevati dai sigg. Ronchetti Renato, Cavalieri Ildebrando, Mantovani Gino tutti di Modena. Questo ci dice che nella città ove nacque la Società” Il Canarino”vi è anche la sede di un ottimo e numeroso allevamento fra i più perfetti Olandesi del Sud, razza di preferenza curata e ben selezionata. Passando poi nel reparto Bossù, possiamo dire che anche in questa razza vi è molta passione e spiccata competenza da parte degli allevatori. Basti citare i nomi dei migliori Espositori premiati già ben noti per avere bene figurato anche lo scorso anno, dai quali sono stati ricavati dei tipi che, per rigidezza, finezza di forme e piumaggio, possono dirsi perfetti. Auguriamoci che queste buone caratteristiche vengano impresse in una numerosa prole e congratuliamoci cogli appassionati di questo elegante canarino, perché abbian o fortuna. 
                                                                                        ………………………….                                     Degli Harzer figuravano due numerose file con bei esemplari nelle tinte più svariate, fra i quali eccellevano diversi ottimi cantori allevati dai sigg. M.Pavesi , Perotti, De Maria di Torino e dalla sig.ra Dialti di Ferrara. 
La classe degli Italiani Migliorati non ha avuto un largo concorso, come invece si prevedeva, dato che vi  era un premio speciale di 100 lire (equivalente a circa 20 volte il costo di ingabbio di un singolo, N.d.R)  offerto dal Dott. Savino. Il convincimento di molti allevatori è stato di non tentare la gara anche se questa  poteva essere più che facile,in quanto un canarino comune allungato e gentile di forme era ritenuto  realizzabile con poca fatica. I soggetti presentati erano troppo migliorati, sì da non doversi più chiamare  Italiani Migliorati. Erano veri e ben riusciti incroci di sostituzione, più prossimi parenti dello Yorkshires. 
                                                                                          …………………………… 
 In complesso l’Esposizione è stata improntata da un’attività molto più vivace degli anni scorsi, tanto da  determinare un aumento delle quote dei valori dei campioni in vendita delle varie razze. Come risulta dalle  premiazioni i migliori allevatori hanno avuto un pieno riconoscimento ed a questi è doveroso unire quelli che si sono distinti per attività organizzativa: per tutti un plauso sincero e molti ringraziamenti. In      particolare rinnoviamo il nostro grazie ai componenti la Giuria che pazientemente hanno lavorato per  pura passione e con spiccata competenza. 
L’importanza della manifestazione ha trovato uno spontaneo riconoscimento nell’interesse dimostrato  dall’EIAR che domenica 29 radiodiffondeva a mezzo di tutte le sue stazioni,l’annunzio ufficiale  dell’avvenuta cerimonia inaugurativi della VI Mostra del Canarino ed in quello dimostrato dall’Istituto  Nazionale Luce che per ben due ore ha ripreso i migliori soggetti ed un insieme delle Sale dove erano  allineate le numerose gabbiette coi graziosi e preziosi ospiti. 
                         E’ con grande soddisfazione che chiudiamo queste note, augurando alla Società “Il Canarino” di Modena                                                                     sempre nuovi                                         successi nell’interesse della Canaricoltura Italiana. 
                                 (dal nostro inviato speciale) 
                                                                                                                 (da Rivista degli Allevatori, 15 febbraio 1939) 
 
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